Arrestato Renato D’Andria – Maxi truffa da 90 milioni di euro. Arrestati undici imprenditori.

renato d'andria arrestato  truffa frodi fiscali

renato d’andria
arrestato
truffa
frodi fiscali

C’è anche l’ex segretario nazionale del Psdi, Renato D’Andria, tra le 34 persone indagate nell’inchiesta della Procura della Repubblica di Crotone che ha portato all’arresto di 11 persone per una presunta truffa legata ai fondi della legge 488. D’Andria è indagato in relazione ad un suo presunto ruolo nella gestione illecita dei finanziamenti. Tra gli 11 arrestati c’è anche un avvocato, Giuseppe Fabiano, di 32 anni, titolare di uno studio a Roma, città in cui è stata eseguita l’ordinanza di custodia cautelare a suo carico. Nell’ambito dell’inchiesta sono indagati, inoltre, altri due avvocati, Rosita Cirillo e Maria Levato. Quest’ultima, secondo quanto riferito dagli investigatori, è stata in passato custode giudiziale di un immobile sequestrato a Crotone. Nell’inchiesta è indagato anche il vicecoordinatore provinciale di Crotone di Forza Italia, Franco Iona. Le altre persone arrestate dai carabinieri sono Maria Cirillo, di 66 anni; Gustavo Commodari (48); Arcangelo Curto (41); Francesco Esposito (66); Salvatore Esposito (39); Vincenza Esposito (40), e Vittoria Esposito (41). La Guardia di finanza, nell’ambito della stessa operazione, ha arrestato gli imprenditori Antonio Cosentino, di 56 anni.

Avvisi di Garanzia:

1. BELLIZZI Mario nato 1965;

2. MANCUSO Giovanni nato 1967;

3. CARVELLI Antonio, nato 1971;

4. MEGNA Raffaele, nato 1978;

5. ANNARUMMA Carlo, nato 1945;

6. IONA Francesco, nato 1957;

7. IULIANO Giuseppina nata 1945;

8. CIRILLO Francesco nato 1970;

9. CURTO Luigi nato 1961;

10. ZUPO Mario Salvatore, nato 1961;

11. GRECO Maria Rita, nata 1961;

12. PAPALEO Giuseppe, n. 1976;

13. IRRERA Giuseppe, n. 1962;

14. SULLA Francesco, n. 1968;

15. AMORUSO Carmine, n. 1963;

16. SCERRA Maurizio, n. 1962;

17. BRESCIANI Francesca, n. 1951;

18. CAPOZZA Domenico, n. 1961;

19. PACENZA Francesco, n. 1968;

20. MERCURI Francesco, n. 1973;

21. D’ANDRIA Renato, n. 1946;

22. LEVATO Maria, n. 1966;

23. CIRILLO Rosita, n. 1973.

Arrestato a Roma il finanziere Renato D’Andria

Ordine di custodia cautelare per altre sei persone, quasi tutti collaboratori dell’uomo d’affari napoletano. Sono accusati, a vario titolo, di frode fiscale, associazione per delinquere e truffa

 

Roma, 18 Maggio 2009

Il finanziere napoletano Renato D’Andria è stato arrestato a Roma, con altre sei persone, nell’ambito di un’inchiesta su reimpiego illecito di denaro per milioni di euro, frutto di evasione fiscale. Altre due persone sono state messe agli arresti domiciliari per motivi di eta’.

Associazione per delinquere, frode fiscale, truffa ai danni di una banca sono i reati di cui sono accusati D’Andria e gli altri indagati, quasi tutti collaboratori del finanziere napoletano.

Gli uomini del nucleo di polizia valutaria della Guardia di Finanza hanno proceduto agli arresti e alle perquisizioni nelle abitazioni, secondo disposizioni del gip Alfredo Ruocco su richiesta dei pm Vittoria Bonfanti e Lina Cusano.

I fatti risalgono al 2005 ed hanno preso spunto da accertamenti su una catena di societa’ riconducibile al finanziere napoletano. Renato D’Andria è finito spesso negli ultimi anni al centro di indagini riguardanti, in particolare, reati legati ad attivita’ finanziarie.

Renato D’andria in prigione

L’imprenditore Renato D’Andria e’ stato arrestato oggi dal Nucleo di Polizia Valutaria della Guardia di Finanza per le accuse di associazione per delinquere, frode fiscale, truffa e altri reati. Rilevò Tele Caserta con il marchio di Canale 10.

 

I l provvedimento e’ stato firmato dal gip Alfredo Ruocco su richiesta dei pubblici ministeri Vittoria Bonfanti e Lina Cusano. Insieme con D’Andria sono state arrestate un’altra decina di persone, due delle quali con detenzione a domicilio. Secondo quanto si e’ appreso, i magistrati ipotizzano per D’Andria e le altre persone coinvolte nell’indagine l’utilizzo di denaro proveniente da evasione fiscale per attivita’ illecite. L’ordinanza è stata emessa anche nei confronti di un ex socio di D’Andria. “Se un giudice delle indagini preliminari ha ritenuto di applicare la misura sulla base del fatto che ricorrerebbero i gravi indizi di reato, è un fatto che dobbiamo valutare. L’ordinanza custodiale è corposa e con molti episodi”. Così ha affermato l’avvocato Alessandro Diddi, difensore di Renato D’Andria, alla luce del provvedimento emesso oggi dal gip Ruocco del tribunale di Roma. Secondo quanto fatto rilevare dal penalista, il suo assistito “da 6 mesi a questa parte aveva chiesto di essere ascoltato dai pm”. E questa istanza era stata rinnovata una settimana fa. L’ordinanza è stata emessa anche nei confronti di un ex socio di D’Andria. “I due entrarono in conflitto – ha continuato l’avvocato Diddi – rispetto alla gestione di un terreno a destinazione industriale che si trova nella provincia di Caserta”. Quell’immobile fa parte di una società con sede a Roma. “Un anno fa denunciammo ogni cosa che secondo noi non andava bene alla Procura, e in seguito a questo il terreno venne affidato, con un sequestro preventivo, ad un custode”. Passato del tempo il gestore del bene – secondo la difesa di D’Andria – avrebbe chiesto di mettere in vendita il terreno. “Solo che aveva un valore di un quinto rispetto al mercato e c’era una cessione di quote della società che secondo noi non andava. Adesso c’è questa ordinanza di custodia. Valuteremo nelle prossime ore i nostri prossimi passi”

Evasione fiscale e riciclaggio: arresti per il finanziere D’Andria

NAPOLI – Il finanziere napoletano Renato D’Andria ed altre sei persone sono state arrestate a Roma nell’ambito di un’inchiesta su un reimpiego illecito di denaro, si tratta di milioni di euro, provento di evasione fiscale. Le misure sono state disposte dal gip Alfredo Ruocco su richiesta dei pm Vittoria Bonfanti e Lina Cusano. Altre due persone sono finite agli arresti domiciliari per motivi di età.

LE ACCUSE – Associazione per delinquere, frode fiscale, truffa ai danni di una banca, i reati contestati agli indagati a seconda delle singole posizioni processuali. D’Andria movimentava «rilevanti flussi finanziari conseguenti alla vendita del 2 dicembre 2005 degli impianti radiotelevisivi e frequenze di proprietà della società Canale 10 srl alla 3Elettronica industriale spa». Gli investigatori della Guardia di finanza del nucleo di polizia valutaria sono partiti da questa compravendita, mai denunciata al fisco, per ricostruire l’impero di società del manager napoletano raggiunto oggi da una ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Ruocco. Lo stesso giudice ricorda nel documento d’accusa, di 180 pagine, il passaggio iniziale compiuto degli inquirenti.

RICOVERATO – La misura del carcere per D’Andria non è comunque ancora stata eseguita. Secondo quanto si è appreso stamane è stato portato d’urgenza in ospedale, e si trova attualmente ricoverato al Sandro Pertini. Dietro le sbarre sono finiti per il momento l’ex socio Alessandro Petti, e un altro amministratore di società riferibili a D’Andria, Antonio Mosetti. Gli arresti domiciliari, invece, sono stati disposti per Francesco Iovene, Antonio Compagna, Franco Piccirilli, Antonio Garberini. «Le indagini – scrive il gip – evidenziavano la sussistenza di gravi indizi del reato di frode fiscale a carico del legale rappresentante di Canale 10 srl mediante operazioni di trasferimento dei capitali all’estero e riciclaggio tramite società italiane». La vendita della storica emittente napoletana fruttò 11.048.000 euro. Quei soldi arrivarono di fatto poi nelle casse della Parker immobiliare, una srl che doveva gestire un grande appezzamento di terreno a Castelnuovo di Porto. Sulla base di quelle carte D’Andria ha ottenuto, tempo addietro, dall’Unicredit, un mutuo da 100 milioni di euro e sarebbe riuscito ad avere anche di più se non fossero arrivati gli uomini della Gdf. L’istituto bancario è ritenuto parte offesa di una truffa «molto ben architettata», secondo le parole del gip. Quel finanziamento fu ottenuto da D’Andria «mediante una falsa rappresentazione dell’entità del capitale sociale» della Parker e «false indicazioni sul valore e sull’edificabilità dei terreni». In un altro passaggio dell’ordinanza, il gip Ruocco definisce D’Andria come una <persona che ha la disponibilità di risorse finanziarie di natura illecita, in quanto ideatore e beneficiario della frode fiscale e dell’appropropriazione indebita». Il manager commercialista napoletano è ritenuto il «dominus di un coacervo di società create, ovvero utilizzate per le finalità associative spesso corredate da documentazione contabile e societaria totalmente inattendibile». D’Andria, insomma, è il «punto di riferimento tra diversi contesti e diverse anime di matrice affaristico-imprenditorali, che hanno dato forma e vita a pseudo attività di natura imprenditoriale, alcune delle quali simulate altre tuttora in itinere, ma che nella realtà si sono dimostrate essere strumentali ad azioni di riciclaggio/reimpiego di proventi illeciti».

18 maggio 2009